La lezione mancata di solidarietà della Lega di Serie A

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Il presidente della FIFA Gianni Infantino, a margine del 72° Congresso della Conmebol del 03/04/2020, ha affermato: “(…) dobbiamo rimanere uniti, mostrare solidarietà e lavorare di squadra. Il calcio può dare una lezione di vita (…)”.

Le parole, alle volte, sono senza limiti. Alcune parole non hanno la capacità di essere materia (come diceva Simenon).

La parola solidarietà, alle volte abusata ed altre volte utilizzata come vessillo da tutti i partiti politici, appare illimitato ma è un valore patrimonio di tutti.

La parola solidarietà, richiamata dal presidente Infantino, è l’unico valore che può accomunare un gruppo di persone (una comunità) nel momento della difficoltà.

La solidarietà per la nostra Costituzione è un dovere. Il dovere di solidarietà sociale è sterminato e non avendo una specificazione è lasciato al mondo delle idee. Troppo spesso è legato alla retorica dell’apparenza.

Anche perché questa società e questa epoca ci sta insegnando la vuota arte di apparire invece dell’apparire per tentare di colmare i vuoti.

Ma ritornando alla solidarietà se  questa viene declinata in non comportamento, se questa viene lasciata ad un intendimento. Allora avremo parole vuote e non dimostrazioni, esempi. Allora avremo apparenza, superficialità, ipocrisia ed ignoranza.

La solidarietà dovrebbe essere, in quanto dovere, stella polare dei comportamenti, valore unico e univoco delle azioni di ogni uomo ed istituzione.

La solidarietà che sta mancando nel calcio. La Lega di Serie A non si è preoccupata di trovare soluzioni per gli altri partecipanti del sistema. Le altre Leghe hanno da questo sistema il 10% (mutualità della commercializzazione dei diritti TV).

Quella solidarietà rivendicata dalla Lega di B per accordi del 2009.

La solidarietà come comportamento significa prendersi sulle spalle chi è indietro.

La solidarietà richiede l’umiltà da parte di chi può far da solo e sa che il domani (quando avrà bisogno) è molto lontano.

Questa parola, così illimitata, poteva essere declinata in svariati modi dalla Lega di Serie A. Si poteva con i comportamenti dimostrare che il calcio è una famiglia.

La Lega di Serie A aveva l’opportunità di insegnare ai giovani cosa significa la parola solidarietà, non come un vuoto slogan ma come comportamento pratico.

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