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Il calcio a 5: ricostruire tra l’essere e l’apparire. Appunti per un modello futuro.

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C’è una disciplina che sta soffrendo, più di altre, il COVID19: il calcio a 5. La sofferenza nasce da una evidente lacerazione in seno al suo direttivo e dagli aspetti specifici di questo sport (si gioca al chiuso). 

Il presidente, dimissionario, lascio un calcio a 5 che ha perso terreno e si è fatto superare dal calcio femminile. Non ha tutte le colpe se il calcio a 5 è arroccato dietro ad alcune colonne, che sembrano risuonare come una litania più che un mantra. Ha peccato, forse d’ingenuità nel dare visibilità senza comprendere quale fosse il mercato di riferimento. Ma le difficoltà sono anche altre.

L’esclusività nasce già dalle parole utilizzate per definire questo sport. In particolare il voler combattere l’uso del termine “calcetto”, pregevole battaglia ma in questo modo non si apre al mondo esterno. Esclusività che significa combattere all’intero (per mantenere grumi di potere) e che rende miopi al mondo e alle opportunità che ci sono da cogliere.

La mancanza di acume istituzionale determina l’instabilità del movimento. La Divisione diventa un campo minato e non un luogo di riflessione.

La comunicazione di chi deve decidere è rivolta all’esterno come se non potesse esprimere la propria opinione all’interno, invece di dibattere e fare sintesi.

Inoltre, se non fosse stato per il Presidente Sibilia la Divisione non avrebbe avuto modo di essere rappresentata in consiglio Federale.

La divisione può diventare un laboratorio di idee per il futuro del nostro paese.

Si dovrebbe ripartire dalle scuole, dai giovani e dalla popolarità dello sport. Chi è quell’italiano che non ha mai calcato un campo di calcio a 5? Aprire le porta anche a chi ingenuamente lo chiama calcetto. Mettere in luce i valori della condivisione di spazi stretti, di amicizia e di sopraffina tecnica.

Coinvolgere i grandi del calcio nello sviluppare l’interesse in questo sport non solo come anticamera del calcio (Futsal soccer) ma come disciplina che ha una sua identità, eh già l’essere che diventa apparire. Ma come? Nient’altro che attraverso l’analisi dei modelli sportivi compatibili con il calcio a 5. Non certo il calcio a 11, che eccezion fatta per l’uso dei piedi ed un pallone diverso, non ha nulla di compatibile.

Esplorare il mondo della pallacanestro. Sviluppare lo spettacolo all’interno dei palazzetti. Ritornare a giocare sotto il cielo stellato del Foro Italico. Ritornarci anche con le vecchie glorie di questa disciplina, che sono un bagaglio storico inestimabile.

L’identità inclusiva di questa disciplina passa dal riconoscimento di figure specifiche e specializzate: dirigenti ed allenatori di calcio a 5 da formare in casa.

E’ curioso come non si parlare di calcetto ma sia possibile la commistione innaturale anche in ambito tecnico tra calcio a 11 e calcio a 5.

Non servono divisioni o arroccamenti a questo sport.

Non servono rigurgiti secessionisti dalle categorie più attrezzate.

Serve il dialogo interno ed esterno. Serve chiarezza ed una programmazione che porti a risaltare l’identità di una disciplina che deve apparire cont tutta la sua straordinaria essenza spettacolare.

Podcast #8

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Sul Podcast #8 Diritto e Calcio parliamo del DL Rilancio ed in particolare del nuovo sistema di giustizia sportiva per le questioni riguardanti le classifiche e l’ammissione ai campionati.

Il tempo perso dietro ad un protocollo per la serie A

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L’impatto del COVID19 è stato sicuramente devastante per il mondo del calcio. La gran parte del sistema si è bloccato mentre una altra parte ha, prima, litigato sulla ripresa dei campionati. Poi sulla ripresa delle sole Serie A e serie B. Infine, messi quasi tutti d’accordo sulla ripresa della serie A, è iniziata la discussione sul come riprendere. Tutto ciò senza una visione d’insieme ma alimentando divisioni e paura delle responsabilità (politiche e mediche).

Il nuovo, ipotetico, format dei campionati. Mescolare tutto per non cambiare nulla

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Nel bel mezzo della bagarre politica-sportiva (si voterà nei prossimi mesi l’elezione del Presidente dalla FIGC) e del COVID19, si è abbattuta un’ipotesi di cambio del format dei campionati. Ricordiamo che il Consiglio Federale della FIGC è il luogo deputato alla ratifica dei cambiamenti delle competizioni e l’art. 50 delle NOIF modificato di recente ha eliminato il vincolo dell’entrata in vigore nella seconda stagione successiva alla modifica. Di fatto il format del/i campionati entra in vigore nella stagione successiva a quella dell’approvazione (dato non di poco conto!).

La lezione mancata di solidarietà della Lega di Serie A

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Il presidente della FIFA Gianni Infantino, a margine del 72° Congresso della Conmebol del 03/04/2020, ha affermato: “(…) dobbiamo rimanere uniti, mostrare solidarietà e lavorare di squadra. Il calcio può dare una lezione di vita (…)”.